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Gaeta – Gaeta – Padre Alfredo e l’umanista Antonio Sebastiani Minturno

Gaeta – Gaeta – Padre Alfredo e l’umanista Antonio Sebastiani Minturno

Gaeta 1 agosto 2017 – Sabato 29 luglio, presso il Santuario della Montagna Spaccata in Gaeta, si è tenuto un incontro storico-letterario sulla figura dell’umanista Antonio Sebastiani Minturno, voluto dai Padri del PIME e dalle associazioni “I Tesori dell’Arte” e “deComporre APS”.

Un folto pubblico ha riempito la sala della Mostra Missionaria permanente per questo momento culturale che, in apertura, ha visto la preziosa partecipazione dell’arcivescovo di Gaeta monsignor Luigi Vari.

L’incontro è nato da un’occasione ben precisa: presentare un libro del professor Alfredo Di Landa, missionario del Pime, intitolato “Monsignor Antonio Sebastiani Minturno, con poemetti tridentini e Sinodo ugentino”.

Dopo l’introduzione del Padre Pasquale Simone ed il paterno saluto dell’arcivescovo Vari, è stato accolto favorevolmente dal pubblico il messaggio registrato che padre Di Landa (novantenne!) ha voluto inviare per ringraziare tutti per l’attenzione riservata alla sua opera.

Subito dopo, introdotto dal moderatore, professor Vanni Albano, è intervenuto il professor Silvano Franco dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale.

A leggere passi del libro, invece, c’era lo scrittore Max Condreas dell’associazione culturale deComporre.Ma chi è stato Antonio Sebastiani Minturno e perché è così importante per il nostro Golfo? Nato a Traetto nel 1500 e morto a Crotone (1574), è stato un vescovo cattolico, poeta e umanista italiano. Conosciuto con lo pseudonimo di Antonio Minturno, resse le diocesi di Ugento e Crotone ed insegnò presso l’Università di Pisa.

Partecipò al Concilio di Trento narrando in versi le attese, le problematiche e le novità di questo evento importantissimo per la storia della Chiesa. Restano tre raccolte di liriche in latino: i Carmina (1548), i Poemata (1562) e i Poemata Tridentina (1564). In italiano scrisse Rime e Prose (1559).

Sono suoi anche i trattati De poëta (1559), L’arte poetica (1563) e De officiis ecclesiae praestandis (1564). Il dialogo Minturno, ovvero “De la bellezza” di Torquato Tasso, è dedicato a lui.

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