Come funziona il sistema pensionistico in Italia

L’Italia dispone di un sistema pensionistico completo progettato per fornire sicurezza finanziaria ai suoi cittadini. Il sistema pensionistico italiano si basa su tre pilastri principali: il sistema previdenziale statale, le compagnie assicurative private e il sistema dei fondi pensione volontari. Ciascuno di questi sistemi offre vantaggi diversi e copre diversi tipi di costi pensionistici.

Per poter andare in pensione servono diversi anni di contributi versati e una certa anzianità che successivamente andremo a vedere più nello specifico.

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Di seguito andremo a vedere come meglio come funziona il sistema pensionistico italiano, chi può fare domanda per andare in pensione e quali requisiti sono necessari.

Sistema pensionistico a ripartizione

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad avere un sistema pensionistico a ripartizione. Ciò significa che le persone non devono risparmiare per la pensione, ma invece i loro contributi vengono utilizzati per finanziare gli attuali pensionati. Questo sistema è vantaggioso sia per i datori di lavoro che per i dipendenti in quanto garantisce un futuro sicuro a tutti i soggetti coinvolti.

Aiuta anche a ridurre l’onere finanziario per i contribuenti italiani assicurandosi che tutti contribuiscano al sistema pensionistico.

Si tratta quindi di un ciclo che continua dove i nostri contributi versati vanno a finanziare gli attuali pensionati. Quando invece noi saremo in pensione verremo finanziati da coloro che lavoreranno.

Chi può andare in pensione nel 2023

La nuova legge di bilancio ha introdotto una nuova soglia per andare andare in pensione. Si tratta di quota 103. Ciò significa che potranno andare in pensione coloro che hanno versato almeno 41 anni di contribuzione al sistema e che hanno un’età di almeno 62 anni.

Questo cambiamento aprirà maggiori opportunità per coloro che si stanno avvicinando all’età pensionabile e potrebbero non avere abbastanza anni di contributi al loro attivo.

In precedenza, il requisito anagrafico richiesto, era di 67 anni e quindi questo cambiamento permette di poter andare in pensione con un massimo di 5 anni di anticipo.

È importante che tutti capiscano cosa comporta questo nuovo sistema pensionistico e come potrebbe influire sui loro piani pensionistici.

Chiunque raggiungerà questi requisiti entro il 31 dicembre 2023 avrà diritto a fare domanda per andare in pensione, anche successivamente alla data di scadenza.

Opzione donna

Anche per tutto il 2023 è stato riconfermata l’opzione donna, ovvero la possibilità di accedere al sistema pensionistico anticipato per le lavoratrici. Il sistema però presenta alcune limitazioni rispetto all’anno passato.

In particolare, a partire dal 2023 potranno fare richiesta di questa uscita dal lavoro anticipata solamente le seguenti categorie di lavoratrici che operano nel settore pubblico o privato:

  • Disabili con invalidità certificata pari o superiore al 74%;
  • Caregiver, cioè donne che svolgono da un minimo di sei mesi assistenza al coniuge, o a un parente convivente, colpito da patologie invalidanti;
  • lavoratrici che sono licenziate o dipendenti di aziende per le quali è in atto un tavolo di crisi.

Non tutte le donne che fanno parte di queste categorie possono andare in pensione anticipata con l’opzione donna. Bisogna infatti possedere anche dei requisiti ben precisi, che sono:

  • 60 anni di età per le lavoratrici senza figli;
  • anzianità contributiva pari ad un minimo di 35 anni;
  • 58 anni per chi ha a carico due o più figli;
  • 59 anni per chi ha a carico un solo figlio;
  • 58 anni, se sei dipendente di un’azienda in crisi. Non è importante avere figli a carico in questo caso.
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