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Gaeta – Amore nel blu

Gaeta – Amore nel blu

Gaeta 19 luglio 2016 – In biologia spesso si usa il termine strategia, inteso come l’insieme di quei meccanismi (anatomici, fisiologici, comportamentali, riproduttivi etc.) che consentono agli animali sia di vivere sia di perpetuare la specie, trasmettendo i geni di queste capacità alle generazioni postume.

È comunque un fatto che la riproduzione sessuale comporta dei problemi: ad esempio, sia i maschi sia le femmine di una data specie devono raggiungere insieme il periodo riproduttivo, oppure, prima le uova e poi la progenie neonatale necessitano, per sopravvivere, di cure parentali, che possono essere anche intense, come accade per alcune specie in particolare.

Re-di-Ttiglie-maschioRicordiamo, a tal proposito, il re di triglie (Apogon imberbis), in cui il maschio custodisce in bocca prima le uova, per conservarle a una certa temperatura, e poi i neonati, per assicurare loro, almeno per i primi tempi, un rifugio sicuro.

Quali, sono, dunque, in particolare nel mondo dei pesci, le strategie per affrontare e risolvere alcuni inconvenienti della riproduzione sessuale? Innanzitutto, si deve dire che in natura si devono distinguere, in linea di massima, due ambienti: quelli che risentono delle differenze stagionali e altri che non risentono di queste variazioni, intese principalmente come fattori variabili di luce e temperatura, ma è stato osservato che anche i cicli lunari e le maree hanno una loro influenza sulla riproduzione di alcuni animali.

coverÈ il caso di un pesce delle acque della California, scientificamente noto come Leuresthes tenuis, i cui individui maschio e femmina durante l’alta marea raggiungono le spiagge e depongono uova e spermatozoi in buche nella sabbia, che verranno interessate da un altro flusso d’acqua solo un paio di settimane dopo e in occasione di una nuova alta marea. E proprio dopo due settimane, quando l’acqua avrà estratto dalla sabbia le uova fecondate, queste immediatamente si schiuderanno e i nuovi nati raggiungeranno il largo.

Per quanto riguarda le fasi lunari, gli effetti dell’azione del nostro satellite sui fenomeni naturali che avvengono sulla terra sono noti sin dai tempi più antichi, anche se molti scienziati storcono la bocca e parlano di “oscurantismo medioevale”, ma è pur vero che i contadini sanno che la semina di alcune piante, così come la loro raccolta, e addirittura il travaso del vino vanno effettuati in concomitanza con specifiche fasi lunari e… guai a fare altrimenti!

Vecchie levatrici (una figura ormai scomparsa) sanno dire con certezza quando una donna incinta, al termine del periodo di gestazione, metterà al mondo il suo bambino “osservando” la luna e… non sbagliano! Il perché di tutto ciò, peraltro decisamente non riconosciuto dalla scienza, resta un mistero, eppure… Eppure, quelle pochissime volte che in mezzo secolo d’immersioni ho avuto la fortuna di osservare l’emissione dei gameti da parte delle oloturie, fenomeno che dura all’incirca un paio di giorni all’anno, ho notato che esso avviene sempre nel mese di agosto e, guarda caso, nel giorno seguente una notte di luna nuova.

Ritorniamo alle strategie riproduttive dei pesci, soffermandoci anche su quelle usate per la ricerca del partner, affinché possano essere prodotti i gameti (spermatozoi e uova).

Sistemi di fecondazione

Nella maggior parte dei pesci con scheletro osseo (osteitti) la fecondazione è esterna, ma vi sono delle eccezioni, anche se rare: in alcune specie, infatti, il maschio introduce gli spermatozoi nella femmina mediante un organo copulatore chiamato gonopodio (una pinna anale trasformata). Ciò si osserva solo in poche specie ittiche, più o meno tutte o quasi tutte di acqua dolce.

Nei pesci con scheletro cartilagineo (condroitti), e cioè squali e razze, la fecondazione è, invece, sempre interna: il maschio possiede due organi copulatori, che usa uno per volta o contemporaneamente.

Strategie riproduttive

L’emissione dei gameti da parte dei pesci non è casuale: sono necessari, infatti, particolari stimoli sessuali in grado di convincere una femmina ad avvicinarsi a un certo individuo maschio invece che ad un altro e nonostante nella maggior parte dei pesci, tranne che in alcuni casi, non vi sia un vero “incontro intimo”, è un fatto che in una popolazione di una certa specie ci sono esemplari che si accoppiano spesso e altri che, invece, vengono regolarmente respinti (sarà una questione di charme?).

Ciò a riprova che anche tra i pesci c’è “chi rimedia e chi resta in bianco”, e dato che anche tra i pesci c’è la corsa alla… riproduzione, ecco spiegato il perché dei rituali di corteggiamento, “organizzati” sempre dal maschio, per convincere la femmina a sceglierlo come partner e ad accoppiarsi.

I rituali di corteggiamento sono un’infinità, a seconda delle varie specie, ma quasi tutti si basano su un punto fermo: il tentativo da parte del maschio di apparire bello, più bello possibile, assumendo in particolare colori che lo differenzino sostanzialmente dalla femmina.

Questa caratteristica, che appartiene al cosiddetto dimorfismo sessuale, si materializza in mille modi diversi a seconda delle specie. Ad esempio, il maschio della castagnola può assumere delle leggere pennellate di azzurro sulle pinne; il pesce civetta indossa una livrea talmente variopinta da fare invidia ai più colorati pappagalli; la mennola si veste di bande di verde e di un vivacissimo celeste elettrico e così via.

Alcuni pesci, dopo essersi “imbellettati”, vanno addirittura a pavoneggiarsi davanti alle gentili donzelle, per convincerle a sceglierli come partner e, proprio come avviene nel mondo degli umani, può accadere che essa finga di non accorgersi dell’aitante maschietto, però lo tiene d’occhio, poi, a un certo punto, se viene convinta dalle sue arti di seduzione, lo raggiunge e si accoppia.

Monogamia e poligamia

A questo punto, riflettiamo sul fatto che affinché vi sia, nella popolazione di una data specie, un’associazione tra maschi e femmine tesa alla riproduzione, deve esistere per forza una certa organizzazione che implichi un definito sistema riproduttivo (mating system) tra i vari individui. Abbiamo, a questo punto, due possibilità organizzative: l’associazione di un singolo maschio e di una singola femmina e l’associazione di più individui riproduttivi.

Nel primo caso si parlerà di monogamia, nel secondo caso di poligamia. Casi di monogamia sono ben osservabili nei branchi di mammiferi marini, in particolare in quelli di delfini e balene, che si sono evoluti elaborando un concetto associativo che si avvicina molto a quello di “famiglia”.

Ma la monogamia si può osservare anche tra i pesci e ci sono casi proverbiali, addirittura commoventi: chi non ha mai sentito parlare dell’amore che il maschio del pesce spada nutre per la sua femmina? Tant’è che se essa viene catturata, questo continua a girare attorno alla barca da pesca che le ha ucciso la compagna, diventando un potenziale, serio pericolo per i pescatori. Questo, appunto, mi raccontò un pescatore che lavorava su una “passerella” (le barche che praticano la pesca al pesce spada nello Stretto di Messina):

– Dopo che gli uccidemmo la femmina, quello continuò a fare avanti e indietro intorno alla barca e poi si mise pure sotto il canotto che ci portava a terra, ma nessuno ebbe il coraggio di scendere, per paura che sorgesse di botto da sotto la chiglia e ci infilasse con la spada. –

Esistono casi di monogamia anche tra i pesci dei bassi fondali costieri, come, ad esempio, il tordo, che addirittura costruisce un nido con minuscole conchiglie e alghe in cui conduce la femmina; la castagnola, in cui il maschio resta a guardia della tana dopo la fecondazione delle uova (dopo la riproduzione, comunque, la femmina abbandona il compagno); il peperoncino etc..

Del sistema riproduttivo basato sulla poligamia dobbiamo distinguere due forme: la poliginia e la poliandria. Nella prima, si osserva un singolo maschio che si accoppia con diverse femmine, mentre nella poliandria una singola femmina si accoppia con più maschi.

L’ermafroditismo

L’ermafroditismo è una strategia importantissima, in grado di correggere deficienze che potrebbero portare alla rarefazione di alcune specie per difficoltà di riproduzione. Si chiamano ermafroditi monoici quegli individui che sono forniti contemporaneamente sia di testicoli sia di ovai, ma il monoicismo comporta problemi, poiché in alcune specie l’autofecondazione viene ostacolata dal fatto che la produzione di spermatozoi e quella di uova avvengono in tempi diversi, quindi non può esserci l’incontro dei gameti con la formazione dell’embrione: infatti, quando si formano gli spermatozoi, l’individuo è maschio, poi si ha l’inversione sessuale con l’assunzione del sesso femminile e la conseguente formazione di uova.

Quando il fenomeno avviene con passaggio dal sesso maschile a quello femminile, si parla di ermafroditismo proterandrico, quando, invece, l’individuo femmina diventa maschio, si parla di ermafroditismo proteroginico.

La vera strategia che assicura la perpetuazione della specie di una popolazione di pesci è basata proprio su questa sorta di “elasticità sessuale”, cioè sulla possibilità di cambiare sesso in funzione delle necessità contingenti. Ad esempio, in una comunità di pesci ermafroditi formata da un certo numero di femmine e da un solo maschio (harem), in caso di morte di quest’ultimo la femmina più grande diventerà maschio per produrre spermatozoi e fecondare le uova delle altre femmine.

E ancora, se in un harem c’è un numero di femmine troppo alto perché possano essere fecondate tutte da un solo maschio, la femmina più grande cambierà sesso e andrà a dargli man forte.

Charles DarwinLa teoria di Darwin

Quanto abbiamo esposto conferma che una popolazione di pesci, così come di animali terrestri, attua una serie di precise strategie per assicurare la perpetuazione della specie. Ci sono, però, molte cause letali, come patologie, aggressioni di predatori, a volte risorse limitate, per cui la maggior parte dei componenti la nuova generazione muore e il numero di individui che forma la popolazione resta più o meno invariato nel corso del tempo.

Esiste, dunque, una sorta di legge naturale che impedisce che una specie, in condizioni normali, possa proliferare in maniera abnorme, mentre le strategie di sopravvivenza tendono, al contrario, a non farla scomparire.

Fu Charles Darwin a giungere alla conclusione che in ogni generazione, tra i discendenti, sopravvivono e si riproducono quelli con caratteri ereditari vantaggiosi, trasmettendo i geni delle loro caratteristiche vitali alle generazioni postume. I caratteri svantaggiosi, invece, tendono a scomparire insieme con gli individui più deboli che ne sono in possesso. Questo, in sintesi, è il famoso concetto della selezione naturale di Darwin, che sta alla base del concetto di evoluzione.

Bibliografia

G. Mitchell, J. Mutchmor, D. Dolphin – Zoologia – Zanichelli; Professoressa G. Guerriero – Lezioni di biologia dello sviluppo – Università di Napoli; Professore G. Ciarcia – Lezioni di zoologia – Università di Napoli; E. S. Herald – Living Fishes of the World – Garden City, Doubleday, 1961; S. F. Gilbert – Biologia dello Sviluppo – Zanichelli.

Re-di-Ttiglie-maschio
Re di triglie maschio – Un maschio di re di triglie con le uova in bocca, riconoscibile dal gozzo gonfio. Durante questo delicato periodo di custodia delle uova, il maschio tende a isolarsi e a nascondersi.

 

Re-di-triglie
Re di triglie – I re di triglie, completamente rossi e con gli occhi neri, sono pesci cavernicoli o da tane in forte ombra. Il maschio raccoglie le uova fecondate in bocca, dove le conserva fino alla schiusa, sia per proteggerle sia per tenerle ad una temperatura leggermente superiore a quella esterna.

 

Pesce-pettine
Pesce pettine – Il pesce pettine vive esclusivamente sui fondali sabbiosi, spesso in piccoli gruppi costituiti da un solo maschio e da diverse femmine. È, questo, un esempio di harem. Nel caso in cui il maschio venisse meno, una femmina cambierebbe sesso e prenderebbe il suo posto.

 

Mennola
Mennola – In questa immagine, una mennola con la livrea nuziale. Il maschio di questo pesce, che normalmente presenta una colorazione grigio-argentea, durante il periodo della riproduzione assume dei tratteggi celeste elettrico.

 

Donzella-maschio
Donzella maschio – Il maschio della donzella, oltre ad essere più grosso della femmina, è anche più colorato. I suoi cromatismi diventano più forti e brillanti durante il periodo di riproduzione.

 

Donzella-femmina
Donzella femmina – La donzella nasce femmina e in seguito diventa maschio. Il dimorfismo sessuale è visibile nella livrea, che appare di un colore rosso scuro omogeneo nella femmina.

 

Cernia-bruna
Cernia bruna – Secondo l’attuale letteratura in tema di ittiologia, la cernia bruna è una specie proteroginica, cioè nasce di sesso femminile, che, in seguito, vira in quello maschile e ciò avviene una sola volta durante il ciclo vitale di un individuo. Si fanno, però, valide ipotesi secondo cui la cernia potrebbe essere caratterizzata da un ermafroditismo alternante, cioè con più di un passaggio di sesso durante il proprio ciclo vitale.

 

Castagnole
Castagnole – Le castagnole, più note come “guarracini”, usano un cerimoniale di corteggiamento che coinvolge un gran numero di individui, alla fine del quale le coppie di maschi e femmine convergono verso la tana che il maschio ha preparato prima, dove vengono liberati i gameti.

 


adriano_madonnaDott. Adriano Madonna, Biologo Marino, EClab Laboratorio di Endocrinologia Comparata, Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Napoli “Federico II”

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