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Formia – Deiezioni canine danneggiano i marciapiedi. Colpa del padrone incivile o di una legge dimenticata?

Formia – Deiezioni canine danneggiano i marciapiedi. Colpa del padrone incivile o di una legge dimenticata?

Formia 4 giugno 2017 – L’estate è alle porte. La città dovrebbe essere invasa da turisti e vacanzieri, giunti da ogni dove per ammirare le bellezze del nostro territorio, per godere del sole, del mare, e di piacevoli passeggiate sul lungomare. Peccato che gli sforzi fatti per garantire pulizia e ordine siano inutili davanti a certi “monumenti” fecali lasciati sui marciapiedi formiani dal migliore amico dell’uomo.

Escrementi presenti qua e là, non solo nella zona di Vindicio, più facilmente frequentata nella calda stagione, ma anche in via Emanuele Filiberto, in Piazza Marconi (nei pressi della Chiesa di Santa Teresa), in Via Abate Tosti, in Via della Conca, in via Rubino e in via Giacomo Matteotti. Un malcostume diffuso, che oltre a rappresentare un problema per la salute dei cittadini, a causa delle varie malattie che si possono contrarre al solo contatto, contribuisce a dare una cattiva immagine di Formia, evidenziando uno scarso rispetto dell’altro e dell’ambiente che ci circonda.

L’ORDINANZA NON BASTA

Non sembra abbastanza sufficiente il provvedimento firmato dal sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, il 13 agosto 2013, che obbliga i possessori di cani a raccogliere immediatamente gli escrementi prodotti dai loro animali su area pubblica o di uso pubblico (centro abitato, parchi pubblici, piste ciclabili) così da preservare l’igiene e il decoro dei luoghi. “Le deiezioni – stabilisce l’amministrazione – vanno raccolte in involucri o sacchetti chiusi di provata tenuta all’acqua e depositati negli appositi cestini, o nei contenitori stradali per la raccolta dei rifiuti.

Il mancato rispetto dell’ordinanza prevede una multa di 150 euro. Qualora poi il trasgressore non ottemperi all’invito di rimuovere gli escrementi solidi dai luoghi pubblici, incorrerà in una ulteriore sanzione amministrativa di 150 euro.” Cifre che non hanno di certo spaventato i cittadini formiani, impedendo alla maggior parte di loro di sviluppare quel giusto senso di responsabilità civica.

IL DISAGIO DEGLI ABITANTI

“I cani non dovrebbero entrare nei parchi perché ci sono i bambini”; “è vergognoso che mio figlio, giocando, debba pestare la ‘cacca’ con le mani o con i piedi”; i cani sporcano le strade e i giardini”. Questi sono solo alcuni dei pensieri che molti formiani hanno maturato quando camminando, si ritrovano a fare lo slalom, pur di non prendere in pieno gli escrementi.

Espressioni che, senza dubbio, possono infastidire chi possiede un cane, soprattutto se si cerca di garantirgli una precisa e attenta educazione. “Ho ammaestrato il mio cucciolo a fare i bisogni nel posto giusto fin da piccolissimo. Quando vado a spasso lo porto addirittura in braccio – dichiara una giovane padrona di un Jack Russell – perché non ha ancora fatto tutte le vaccinazioni.” “E’ bene tutelare i miei concittadini – continua – anche con questi gesti.

Per risolvere il problema di chi viene meno alla raccolta delle feci del proprio fido, in particolare nei luoghi pubblici, consiglio di inserire delle telecamere di videosorveglianza in modo tale da individuare più facilmente il responsabile”. Più dure le parole di una mamma, padrona da tre anni anche di un incrocio tra un Carlino e un Chiwawa: “non si può risolvere una questione usando la stessa mentalità che l’ha creata. Ho vissuto per un po’ di tempo fuori Formia e ho notato come lì invece sono pochi i cani che ringhiano. Tutti coloro che hanno un cane fanno in modo di tenerlo a bada con un addestramento rigoroso.”

“Per migliorare le condizioni della mia città – ha sottolineato la signora– si potrebbe partire dalle scuole, con l’introduzione di materie come educazione ambientale e animale, per insegnare ai bambini le buone maniere. Più efficace e ancor più utile risulterebbe, inoltre, l’installazione di cartelli stradali che segnalano quali sono le malattie trasmissibili.” Possibili alternative provengono anche dai non possessori di un cane: “bisogna superare ‘la paura della multa’, aumentando il personale addetto al controllo. Un maggiore servizio in borghese consentirebbe di creare anche posti d’occupazione”.

PER CAMBIARE E’ NECESSARIO AGIRE

Il primo vero passo da compiere è quindi comprendere che per cambiare la città di Formia occorre prima di tutto cambiare se stessi. Tante sono le soluzioni da considerare, diffondendo quanto più possibile tra i cittadini formiani la coscienza di mantenere le strade pulite, per il bene proprio e poi pubblico. Un rimedio che si potrebbe adottare è il test del DNA che, grazie al patrimonio genetico del cane e alla sua iscrizione all’Anagrafe Canina Nazionale, permette di risalire al padrone e di conseguenza sanzionarlo.

Un’idea senza dubbio suggestiva anche se di difficile applicazione per i suoi costi. All’avanguardia risulterebbe anche l’uso di lampioni che si illuminano grazie all’energia prodotta bruciando le feci che gli animali hanno lasciato lì. E ancora ,un altro rimedio infallibile che si potrebbe emulare è quello già adottato in Messico dalla società Terra con il progetto “Poo Wi-Fi”.

Tramite un apposito apparecchio raccoglitore, gettando le feci di cani si riceveranno dei minuti gratis di connessione Wi-Fi per collegarsi con laptop, tablet e smartphone dal parco, mentre il proprio cane corre felice sull’erba. L’accesso alla Rete verrà garantito non solo al padrone del cane, ma a tutti i presenti al parco, così da stimolare la collaborazione fra gli amanti degli animali, fra giovani, jogger e coppie di passaggio. Tutti progetti, dunque, che ovvierebbero in parte a un’emergenza quotidiana, assicurando un futuro migliore ai nostri figli.

Le immagini scattate in zone diverse del centro e della periferia della città

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