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Gaeta – Il dott. Adriano Madonna ha rinvenuto un platelminta Prostheceraeus nel mare di Gaeta

Gaeta – Il dott. Adriano Madonna ha rinvenuto un platelminta Prostheceraeus nel mare di Gaeta

Gaeta 30 maggio 2016 – Il 27 maggio 2016 ho rinvenuto, nel mare di Gaeta, sul versante di fuori dell’isolotto noto come la Nave di Serapo, a 4 m di profondità, in ambiente misto di roccia e sabbia, un esemplare di platelminta del genere Prostheceraeus, mai osservato prima in queste acque.

Prostheceraeus sp., del phylum dei platelminti (platelminti = vermi piatti), classe dei Turbellari, ordine dei Policladi e famiglia degli Eurileptidi, è comunemente noto come Planaria. L’esemplare in oggetto era lungo circa 5 cm, di colore rosa con bordo ondulato bianco. Questo organismo presenta un aspetto foliare e due appendici cefaliche.

Nei platelminti in genere è assente un vero apparato respiratorio e circolatorio. La bocca è situata in posizione ventrale ed è collegata ad un apparato digerente ramificato a fondo chiuso. I platelminti sono ermafroditi a fecondazione incrociata. Le uova vengono deposte sul fondo inglobate in una massa gelatinosa.

Il phylum Platyhelminthes comprende quattro classi: Turbellaria, Trematoda, Monogenea e Cestoidea.

I Turbellaria, eccettuate alcune specie commensali e parassite, che abitano invertebrati e pesci, sono predatori e spazzini e conducono vita libera. Tra questi ne esiste un gruppo costituito da turbellari marini, denominati aceli e un altro gruppo detto dei policladi. I Trematoda sono detti digenei o digeneici, poiché il loro ciclo biologico è caratterizzato sia da riproduzione sia sessuata sia asessuata.

I Monogenea somigliano ai trematodi, ma si riproducono solo sessualmente.

I Cestoidea sono caratterizzati da corpo nastriforme, con un organo di attacco anteriore, detto scolice, e un “collo” connesso a una catena di segmenti, i proglottidi. La catena di proglottidi forma lo strobilo e si accresce continuamente dal collo per gemmazione. Il platelminta cestoide più noto è la tenia, che vive negli intestini dell’ospite. È un comune parassita dell’uomo e di alcuni animali, come il maiale e il gatto.

Tra i turbellari esistono le specie marine, che non sono parassiti e conducono vita libera. Il loro habitat è costituito da un’ampia varietà di substrati del fondo in tutti gli ambienti acquatici.

Pochi animali si alimentano con i turbellari. Alcuni di questi ultimi secernono sostanze che respingono i potenziali predatori. Diverse specie di turbellari sono cannibali e si cibano di loro simili e di altre prede.


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Il dott. Adriano Madonna

Dott. Adriano Madonna, Responsabile Processo ISM – Identificazione Specie Marine con indagini morfologica e biomolecolare

Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Dipartimento di Biologia

EClab Laboratorio di Endocrinologia Comparata

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